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Rielaboro, fondo, riutilizzoDai segnaposti alle pastiglie della lavatrice

15 Giugno 2012
4745 visualizzazioni

Prima o poi doveva arrivare... ed è arrivato! Il famoso giorno del matrimonio, o meglio quel periodo piuttosto lungo che precede l’evento, dove si passano ore ed ore a pensare e cercare di fare felici gli invitati anziché se stessi. Lunga storia. Mi soffermerò su un solo dettaglio, la bomboniera.

Partiamo dal presupposto che tutte le bomboniere che hanno incrociato il mio sguardo, avrebbero soddisfatto non più del 5% degli invitati al matrimonio. Quindi che fare?
Ecco che arriva la folgorazione. Un oggetto completamente, o quasi, in disuso. Visto che ormai, nei pranzi e nelle cene di tutti i giorni i tovaglioli che si usano sono di carta, giusto per essere coerenti con la politica ecologica, del riuso e del risparmio di questi tempi, scavando nei ricordi d’infanzia, esce fuori un cerchietto colorato di plastica, un colore per ogni membro della famiglia per contenere un tovagliolo vero!
Che idea! ma non poteva finire lì, visto che un oggetto del genere, mi ha servito sul piatto, anzi accanto, una seconda importantissima risoluzione di un altro grattacapo, il segna posto: due piccioni presi! Quindi, bastava fare un portatovaglioli con il nome dell’invitato inciso sopra, così, bomboniera e segnaposto erano fatti, bastava solo evitare che gli invitati fossero migliaia.

Questo è quello che faccio: rielaboro, fondo, soprattutto riutilizzo cose già esistenti. Volete un altro esempio? Si chiama Box ed è un distributore di biglietti da vistita da scrivania. E da cosa e’ nato? E qui arriva il bello. Spesso e volentieri mi è capitato di imbambolarmi di fronte alle pubblicità televisive, le ho sempre trovate affascinanti e inutili allo stesso tempo, e anche questa è un’altra storia. Ero in mansarda, quella che in quegli anni era il mio regno da pensatore, creatore. Giocavo con quelle palline magiche, che vendono i distributori automatici una volta a 200 lire, poi a 500 e ora a 1 euro. Pensavate che le comprassero solo i bambini? Sbagliato. Mi piacevano i colori dei più disparati, mi piaceva vederle rimbalzare senza capire come facessero a rimbalzare così tanto.
E qui nasce la magia. In tv stavano trasmettendo la pubblicità delle tavolette per lavastoviglie. La cosa affascinante era questa pallina inglobata a metà un questo parallelepipedo colorato. Avevo quindi davanti agli occhi il mio nuovo oggetto da realizzare, in parte già realizzato, visto che la pallina già l’avevo in mano!
Così, pur non avendo avuto mai in mano quelle tavolette di detersivo, la fantasia iniziò a galoppare. Quella pallina in qualche modo avrebbe dovuto non rimanere fissa, ma ruotare. Sicuramente qualche grana tecnica da risolvere c’è stata, ma il risultato é stato sicuramente qualcosa di curioso e divertente, facendo ruotare la pallina magica affondata in questo contenitore in alluminio e plexiglas dalla fessura frontale usciva il biglietto da visita.
Insomma, la solita pallina di Colombo.

Articolo di Giuseppe Colucci

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