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Dai tribunali al vino, in un clicFilippo Ronco

05 Ottobre 2011
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Filippo Ronco si laurea in Giurisprudenza e inizia a praticare come avvocato. Ma dopo soltanto un paio d’anni, non ce la fa a stare lontano dalle sue vere passioni: il vino e il web. Così inizia una carriera molto diversa da quella per cui ha studiato, che lo porterà a fare grandi sacrifici ma anche ad amare il suo lavoro più di quanto avrebbe mai amato la vita da avvocato.
I progetti nati dal suo entusiasmo sono più di sei, molto diversi tra di loro. Vinix, un social network dedicato al vino; TigullioVino, un magazine che ha più di 10 anni e poi, eventi live come TerroirVino e molto altro ancora. Questa è la sua storia.

Filippo, perché “hai scelto il vino” e perché il web?

Il vino perché non ne potevo più di andare al ristorante e non sapere mai cosa fare quando mi mettevano in mano la carta dei vini. Sognavo di essere sciolto e sicuro al momento della scelta della bottiglia e direi che oggi possiamo darlo come dato acquisito, almeno in Italia!
Il web perché sono della generazione del mitico Commodore 64 e dopo aver creduto di aver visto tutto, con l’Amiga, scopro la rete intorno al ’98 restandone folgorato e credendo che poter parlare con l’altro capo del mondo in un istante fosse una rivoluzione di cui non potevo non far parte.

Dove hai trovato il coraggio di cambiare strada? Te la senti di suggerire qualcosa a chi pensa di mollare tutto per seguire le proprie passioni?

Bisogna pensare che tutto è possibile, basta volerlo. Non abbiate fretta, siate umili, lavorate sodo.
Le professioni canoniche sono per lo più esauste, off-limits. Trovo che sia più entusiasmante cercare di trovare nuove vie di lavoro, inventandosele se necessario ma andando a coprire figure per le quali non esistono percorsi di formazione predefiniti ed adeguati.
La rete ha dato molte opportunità in questo senso ma alla base resta sempre la preparazione, una cultura di base ampia e solida, la conoscenza della lingua inglese - imprescindibile - e il desiderio di inseguire le proprie passioni.
Ecco, il vero suggerimento è questo: seguite le vostre passioni, se ci credete veramente magari non sfonderete ma di sicuro troverete un posto nella società e potrete aspirare a vivere appagati del vostro lavoro.

Se ci invitassi a cena, quali vini ci faresti degustare?

Ah, questa è una bellissima domanda e mi piacerebbe avervi a cena! Per me avere gente a cena, poter ospitare, nel senso più profondo del termine è un piacere immenso.
Ho lavorato per cinque anni come cameriere in una churrascaria della mia città mentre facevo l’università e devo dirti che ho imparato di più in quel periodo che in tanti anni di scuola. Stare a contatto con le persone, capirne le esigenze, le dinamiche comportamentali.
Se venissi a cena a casa mia cercherei di capire che tipo sei e cosa ti piace perché l’intento sarebbe sempre quello di mandarti a casa con il sorriso.
Io amo molto i rossi importanti con tanti anni sulle spalle, maturi diciamo (Sangiovese e Nebbiolo in particolare), i grandi Borgogna e i Pinot nero altoatesini ma come nella vita, sia pur abitudinario d’indole, sono sempre molto incline alla scoperta di cose nuove.

Grazie, è stato un piacere scoprire che la tua passione si è trasformata nel tuo lavoro e nella tua vita. In bocca al lupo.

Il piacere è tutto mio!
Ciao, Fil.

Per saperne di più:
http://www.vinix.com/detail.php?ID=25016

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