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Filosofia & CiboMaria Cutaia

21 Febbraio 2011
8863 visualizzazioni

Sono una fan della buona tavola, sono una campionessa del sollevamento forchetta e sono una sostenitrice del cibo cucinato dalle mani sapienti delle nonne, con le pentole che da 50 anni soffriggono sempre la stessa cipolla, comprata sempre alla stessa bancarella. Quella cipolla che ormai cucini a occhi chiusi perché ne conosci il tempo, l'odore e il sapore e poi ci metti quel pizzico di sale... quanto? Un pizzico, non è quantificabile ma è il pizzico giusto, il pizzico delle mani nodose della nonna e poi... poi senti un plop, il plop del tappo della conserva fatta in casa con quei pomodori rossi e succosi che ho passato col passa verdure per tutto settembre slogandomi la spalla e li versi nella cipolla sfrr sfrr e già il profumo invade tutta casa e una bambina con ancora la cartella sulle spalle si siede a tavola dove la nonna ha già apparecchiato con il suo servizio di piatti un po' sbeccato e i bicchieri tutti spaiati e si lascia avvolgere da un caldo abbraccio odoroso di pasta e pomodoro calda e conosciuta che riempie lo stomaco.

Questo è il mio mondo, mi nutro di profumi, vado presto al mercato a comprare le verdure migliori, mi sento come l’Amèlie del film estasiata dal suono della crosta della Crème brulée, vivo circondata da padelle e da barattoli, il mio shopping lo faccio al supermercato e le mie serate di movida sono cene a casa con gli amici.

La vita dell'italiano tipico ruota sempre attorno al cibo, sia quando esce che quando sta a casa, sia quando è solo sia in compagnia, sia al primo appuntamento che al 25esimo anniversario di matrimonio, fin da quando nasci a quando muori (e il film "Mine Vaganti" ce lo insegna) il nostro mondo è scandito dal mangiare. Che sia il pasto frugale e veloce, o che diventi motivo di riunione familiare e amicale, il cibo come il caffè è un rito, dalla preparazione alla consumazione. Non importa se cuciniamo con elettrodomestici o se facciamo la pasta a mano, l'importante è capire che il nostro corpo è un tempio e il cibo che ingeriamo è un dono che facciamo ad esso, la carota lessa quando siamo a dieta o la nutella quando siamo depresse, il riso in bianco quando stiamo male e l’arrosto della domenica sono momenti di arte fatti da qualcuno che nel bene o nel male, passa quei minuti davanti ai fornelli, per preparare per qualcuno che ama, un piatto caldo e nutriente e trasmettere, tramite quello, affetto preoccupazione passione.

Perché il cibo trasmette. Il cibo è musica: la salsa che bolle, la cipolla che sfrigola, il cibo è arte: i colori di una caponata o di una cassata, il cibo unisce: mangiare piatti internazionali e far conoscere i propri è il miglior strumento per fare amicizia all’estero. Ma soprattutto il cibo trasmette chi siamo, cucinare pasta vuol dire essere pratici, chi fa l'arrosto invece è paziente, chi cucina internazionale è curioso e poi ci sono i macrobiotici, i vegani e chi più ne ha più ne metta e ognuno rispecchia in ciò che mangia la propria filosofia di vita.

Ricordo nel film Baaria di Tornatore la donna che comprava e arrostiva solo il grasso della carne per far spandere l'odore e far credere ai vicini di casa che anche lei poteva permettersi di mangiare la carne ed è così che noi siciliani siamo: orgogliosi e veraci, per noi il cibo è tutto, un pranzo con invitati non deve essere meno di quattro portate perché per noi è una dimostrazione di accoglienza. Con tutto questo voglio dire che dobbiamo avere rispetto del nostro corpo, del nostro cibo e della terra che li ha prodotti.

commenti degli altri utenti

la cultura del nonno

ma tu lo sai che adesso che ho perso mia nonna da due giorni ho veramente i brividi quando leggo quest'articolo hai saputo cogliere nel segno, spero solo che chi lo legga e abbia ancora i nonni usi qu

ben fatto

molto carino...gustoso direi....

auguri

ne approfitto per fare a tutti, chi legge , chi scrive, a chi sta dietro a tutto questo progetto i miei migliori auguri. maria

e brava maria

hai catturato un'istantanea di tutte le nonne del mondo

complimenti

veramente graziosoe veritiero

eccolo

finalmente il secondo...ecco perchè me lo tenevi segreto...perchè sapevi che mi avrebbe commossa!!!

grazie

più bello di quello che mi ricordassi.... mentre lo rileggo mi viene davvero in mente mia nonna. grazie per avermi dato l'oppurtunità di condividere con tutti questi pensieri.

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